Cos’è il piano di sviluppo del Canavese

Cos’è il piano di sviluppo del Canavese.

Partendo dall’assunto che la competitività di un territorio dipende dalla capacità dei molteplici soggetti in essa presenti di fare sistema, ovvero di sviluppare un insieme di relazioni e di avviare un progetto condiviso di interventi per il miglioramento dell’ambiente sociale ed economico, diventa una realtà, prima ancora che un’opportunità, dotarsi di uno strumento di programmazione negoziata che favorisca la discussione e il confronto tra soggetti diversi e portatori di esigenze ed interessi differenti e l’emergere di un sentire comune e di una strategia condivisa delle prospettive di sviluppo del territorio.

Nasce da questo assunto, più di un anno fa il Piano di sviluppo del Canavese, uno strumento di programmazione negoziata strutturato per ambiti tematici (infrastrutture e trasporti, industria e attività produttive, sanità e welfare, formazione e istruzione, turismo, cultura e sport) e costruito attraverso l’individuazione di obiettivi concreti individuati attraverso l’ascolto di tutti gli attori economici, sociali politici e amministrativi che operano sul territorio.

Questa azione ha consentito di mappare in modo allargato le più importanti esigenze territoriali ed ha portato ad una sintesi di priorità che sono state “catalogate” rendendole vere e proprie schede progettuali: in totale sono stati raccolti 113 progetti così suddivisi:

  • 30 per industria e attività produttive,
  • 32 per infrastrutture e trasporti,
  • 21 per formazione e istruzione,
  • 25 per turismo cultura e sport e
  • 5 per sanità e welfare.

 

La fase operativa del Piano di Sviluppo

Al fine di rendere cantierabili i progetti costituenti il Piano di Sviluppo, si è dato avvio il 22 maggio 2017 alla fase operativa strutturata attraverso l’attivazione di 6 tavoli di lavoro costituiti ciascuno dalle forze economiche, politiche, sociali e amministrative che operano sul territorio. Si tratta nello specifico di 5 tavoli tematici e un tavolo organizzativo coadiuvati da un soggetto terzo individuato nel Centro Studi Sintesi di Mestre.

Nello specifico le attività che ciascun tavolo andrà a compiere sono le seguenti:

  • individuazione degli elementi di forza e di debolezza, degli elementi prioritari e le linee di indirizzo per il territorio;
  • individuazione della gerarchia dei progetti sulla base delle priorità emerse;
  • verifica della complementarietà dei progetti individuati nella prima fase;
  • controllo sul sistema delle regole e delle leggi sovraordinate e locali per verificare la coerenza dei progetti prioritari;
  • individuazione dei contenuti operativi dei progetti prioritari;
  • individuazione dei costi da sostenere per la cantierabilità di ciascun progetto;
  • individuazione delle fonti di finanziamento e dei soggetti da coinvolgere.

Poiché il piano viene concepito come strumento programmatico aperto, è compito di ciascun tavolo individuare se necessario ulteriori progettualità da realizzare al fine di rispondere agli obiettivi di sviluppo individuati per il territorio.